Ora che Otto e mezzo è tornata sul piccolo schermo possiamo veramente dire che l’estate è finita. Del resto l’equinozio d’autunno—che di solito cade il 23 settembre—è effettivamente vicino. Periodo magico, insomma. Peccato che la nuova sigla (grafica e musica) sia quanto di più deprimente quelli di La 7 potessero inventarsi. Per il resto, dal punto di vista del contenitore, cioè per ciò che concerne il conduttore, la sua “spalla” barbuta e il nuovo studio, tavola rotonda inclusa, niente da eccepire.
L’argomento affrontato, i Pacs, era quasi d’obbligo, gli ospiti, magari, un po’ meno. Ma il tutto, mi pare, ha funzionato. Anche se le cose più interessanti che ho ascoltato erano le battute argute che gli ospiti e i conduttori hanno regalato ai telespettatori. Giovanardi, definito con precisione da Rosi Bindi “minimalista,” non sbagliava, a rigore, quando ha osato dichiarare che gli omosessuali sono ormai leaders in politica, economia, cultura, spettacolo, moda, ecc.. Lo ha scritto persino Umberto Eco nel suo Baudolino—romanzo nel quale, per altro, osservazioni argute e divagazioni originali di tal fatta sono piuttosto ricorrenti.
Il vescovo di Civitavecchia, monsignor Grillo, ha fatto la sua parte dignitosamente, e non solo quella («Parlo da vescovo, ma anche da sociologo …»). Ma Rosi Bindi ha letteralmente sbancato quando ha apostrofato Giovanardi—che la interrompeva in continuazione—con una battuta memorabile: «Tu hai parlato tanto di Grillini, adesso io voglio parlare di Grillo!» E giustamente Giulianone non ha mancato di sottolineare il tutto da par suo, cioè in maniera non esattamente elegante (ma senza inutili ipocrisie, ovvio) con uno sghignazzo di cui la pasionaria toscana dev’essersi vergognata non poco. Quest’ultima, tuttavia, si era riscattata in anticipo un attimo prima replicando agli attacchi del solito Giovanardi che nelle recenti esternazioni del cardinal Ruini «ci sono anche aperture» e che «Prodi, anche se a voi farebbe comodo, non è Zapatero.» E per una volta, nonostante le mie malcelate idiosincrasie (per il Professore e per il Primo ministro di Spagna), lasciatemi dire che la Rosi ha perfettamente ragione.
Da sottolineare, inoltre, un’annotazione en passant (ma non tanto) del conduttore-in-capo, per la quale vale il discorso fatto un attimo fa per la Bindi: «Smettiamola con le ipocrisie alla Prodi, che vuol far credere che il suo progetto è finalizzato a risolvere un problema che riguarda tanto le coppie di fatto eterosessuali quanto quelle omosessuali: la verità è che per le coppie etero il Pacs c’è già: è il matrimonio civile.» Soddisfazione della Rosi, anche in questo caso ineccepibile come l’omaggio a Monsieur de La Palisse da parte del suo ospite. Il quale, del resto, doveva pur farsi perdonare per aver ricordato a Gad, qualche minuto prima e con la consueta levitas, che tra loro due si è ormai consolidato un rapporto sado-maso da manuale. Imbarazzo della vittima. E delle persone sensibili all’ascolto. Sarebbe stato quasi da organizzare una marcia di protesta a beneficio del Nostro, se questi non si fosse rifatto qualche istante dopo (con la Meandri, credo) alludendo alle storie pregresse di qualcuno dei presenti in studio: storie di unioni di fatto, di figli sparsi per il mondo e così via. Conclusione: niente marcia di protesta. Ci mancherebbe.
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Update (ore 11.00 del 21/09/05)
Su Wittgenstein c'è un post che, mi sembra, esprime considerazioni ragionevoli su ciò che ha detto Giuliano Ferrara. C'è anche un accenno a una cosa (non specificata) che avrebbe detto Gad Lerner. Se è quella che penso io, capisco la reticenza: tra colleghi meglio non infierire ...
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indica un posto dove si cerca un orientamento, ma il luogo dove lo si può trovare—l'orientamento—non è questo. Ciascuno è (dovrebbe essere) la rosa dei venti di se stesso.
La data di nascita
di questo blog è il 22 ottobre 2003, ma una versione precedente di Wind Rose Hotel è stata ospitata per qualche mese dal Cannocchiale. Per leggere i post scritti in quel periodo bisogna cliccare qui.
Il Titolare: chi è
E' in circolazione un profilo che la dice lunga su di lui. E' in inglese, perché il blog che lo ha gentilmente sollecitato e lo ospita è il britannico normblog, che poi è anche il suo preferito tra quelli internazionali. Ve lo raccomando—il blog, intendo, c'è un limite all'immodestia ...
P.S.: Wind Rose Hotel è stato (troppo) generosamente
recensito da Francesco Nardi per l'Agenzia Giornalistica Europa.
The Liberty Bell
«Proclaim LIBERTY throughout all the Land unto all the Inhabitants thereof Lev. XXV, X
By Order of the Assembly of the Province of Pensylvania for the State House in Philada»
1752
«If I had a bell
I'd ring it in the morning
I'd ring it in the evening ... all over this land,
I'd ring out danger
I'd ring out a warning
I'd ring out love between all of my brothers and my sisters
All over this land.
...
It's a bell of freedom» Lee Hays and Pete Seeger
["If I Had a Hammer"]
"Friends, Romans, countrymen, lend me your ears;
I come to bury Caesar, not to praise him.
The evil that men do lives after them;
The good is oft interred with their bones;
So let it be with Caesar. The noble Brutus
Hath told you Caesar was ambitious:
If it were so, it was a grievous fault,
And grievously hath Caesar answer'd it.
Here, under leave of Brutus and the rest--
For Brutus is an honourable man;
So are they all, all honourable men--
Come I to speak in Caesar's funeral.
He was my friend, faithful and just to me:
But Brutus says he was ambitious;
And Brutus is an honourable man.
He hath brought many captives home to Rome
Whose ransoms did the general coffers fill:
Did this in Caesar seem ambitious?
When that the poor have cried, Caesar hath wept:
Ambition should be made of sterner stuff:
Yet Brutus says he was ambitious;
And Brutus is an honourable man.
You all did see that on the Lupercal
I thrice presented him a kingly crown,
Which he did thrice refuse: was this ambition?
Yet Brutus says he was ambitious;
And, sure, he is an honourable man.
I speak not to disprove what Brutus spoke,
But here I am to speak what I do know.
You all did love him once, not without cause:
What cause withholds you then, to mourn for him?
O judgment! thou art fled to brutish beasts,
And men have lost their reason. Bear with me;
My heart is in the coffin there with Caesar,
And I must pause till it come back to me. (...)"
William Shakespeare
«Julius Caesar»
Act 3, Scene 2
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